Caro direttore, sull'omicidio di Charlie Kirk ci dovrebbe essere solo unanimità di condanna per quel fatto terribile. Mi preme invece rifiutare l'ingiusta immagine che, da certa parte, è stata data su di lui. È stato infatti spesso presentato dai media come attivista estremista di destra, che magari ha fomentato odio...Niente di tutto questo. Infatti era un giovane padre di famiglia, uomo di fede cristiana, che coraggiosamente difendeva e proponeva il valore della famiglia composta da uomo e donna, della vita dal concepimento alla morte naturale, e lo faceva senza imporre nulla ma dialogando pacificamente con gli studenti universitari, con rispetto per chi aveva altre vedute, apprezzato da tanti e contestato da altri. Ne consegue che è stato ucciso proprio perchè difendeva una visione cristiana della vita e della famiglia, più che per essere seguace del presidente Trump. Altrimenti sarebbero stati uccisi dei personaggi "trumpiani" molto più influenti di lui.

Gaetano Mulè

Udine

Caro lettore, in tanti avete scritto per esprimere un punto di vista sull'assassinio di Charlie Kirk. Torno perciò sull'argomento, anche se, spero, per l'ultima volta. Lo faccio per sottolineare due aspetti. Il primo, riguarda la sua lettera. Penso che quanto radicali ed estreme fossero le posizioni di Charlie Kirk , sia un aspetto secondario di ciò che è tragicamente avvenuto. Se Kirk fosse più cristiano, come lei sostiene, che trumpiano, non sposta di una virgola il punto-chiave di questa vicenda. Che è, o almeno dovrebbe essere, semplice e chiaro: una persona non può essere uccisa per le idee che professa. Qualunque esse siano. E' un principio su cui dovremmo trovarci tutti, o almeno quasi tutti, d'accordo. Soprattutto in momenti come questo. Purtroppo non è così. Nel dibattito che si è scatenato in questi giorni dopo l'omicidio di Kirk, il furore ideologico e il vincolo di appartenenza, in troppi casi, sono prevalsi, alimentando divisioni e e contrapposizioni.