Egregio direttore,

da Pontida, dove si sono ritrovati i leghisti, a Roma, dove si è riunita FdI, non sono mancate le parole di "amore" per Charlie Kirk, assassinato giorni fa nell'università dello Utah; un personaggio estremista di ultra destra, che nessuno conosceva fino a pochi giorni fa. Un pianto a dir poco struggente per chi da anni portava avanti le sue idee estremiste, rappresentando una corrente che difendeva con ostinazione l'idea che la libertà significasse il diritto di insultare, minacciare, ridurre gli altri a categorie svilenti; il diritto quindi di dire "negro" o "frocio" senza dover subire alcuna riprovazione sociale. Non contento, affermava che la legge perfetta di Dio, sostiene che le persone gay dovrebbero essere lapidate a morte. Non posso che dire caro Kirk, che la terra ti sia lieve; ma con tutto il rispetto dovuto, non posso che rispondere, "Mors tua vita mea".

G. C.

Venezia

Caro lettore,