L’assassinio di Charlie Kirk, avvenuto nella serata italiana di ieri, mercoledì 10 settembre, durante un evento alla Utah Valley University di Orem, continua a scuotere l’opinione pubblica americana. L’attivista conservatore, fondatore di Turning Point Usa e vicinissimo a Donald Trump, è stato colpito da un unico proiettile mentre rispondeva a una domanda sulle sparatorie di massa. Il proiettile lo ha colpito al collo, da cui è subito sgorgato molto sangue. La situazione era apparsa sin dal principio disperata. Secondo la ricostruzione fornita dalle autorità, il colpo sarebbe partito da un tetto nei pressi del campus: un attacco mirato, dunque, che non lascia dubbi sull’intenzione di colpire proprio lui. Ucciso da un cecchino. Trasportato in ospedale da un’auto privata, Kirk è deceduto poco dopo il suo arrivo al Timpanogos Regional Hospital.
Il killer è ancora in fuga. Nelle prime ore successive all’attentato erano state fermate due persone, che sono però poi state presto rilasciate. Il governatore del Montana, Spencer Cox, ha parlato di un crimine con un preciso bersaglio. Parole che, unite al fatto che inusualmente l'assassino sia ancora in fuga, hanno contribuito a rendere l’atmosfera ancora più tesa e a moltiplicare sospetti e speculazioni.














