Il Grande Sud globale riunito alla corte di Xi Jinping è un lontano parente di quel Terzo mondo che un altro leader cinese, Zhou Enlai, arringava a Bandung (Indonesia) 70 anni fa. Allora la Cina maoista aspirava a guidare le nazioni “non allineate”, che respingevano la logica dei due blocchi nella guerra fredda. Era una Cina poverissima, simile a tanti paesi sottosviluppati appena emersi dall’era coloniale. L’Unione sovietica nel 1955 guardava con ostilità la concorrenza ideologica del maoismo.
Il Grande Sud ora vale il 24,7% del Pil
Nata nel 2001, la Shanghai Cooperation Organization ha quasi quintuplicato il suo peso economico. I rapporti interni oggi sono a favore di Pechino. Resta l’antagonismo con gli Usa














