Caro direttore, il nuovo ordine internazionale proposto da Xi Jinping, Putin e, un po' più al traino, dall'indiano Modi, rischia di essere tremendamente efficace in termini di offerta ai paesi asiatici ed africani in termini strategico militari ed economici, data la loro ingente riserva di materie prime oggi fondamentali. Oltre l'uomo solo al comando, più o meno della provvidenza, qui siamo proprio all'ultimo stadio dell'autocrazia o democratura: l'egocrazia. Che a suo modo ha attecchito pure negli Usa con Trump. Siamo oltre il ritorno all'età degli imperi richiamata da qualcuno: l'età delle "egocrazie" è più complessa e pone seri problemi anche ai teorici delle relazioni internazionali. Le egocrazie, infatti, dopo aver sfruttato le oligarchie (in Russia) e "l'arricchitevi" di Deng Xiaoping in Cina (correva l'anno 1989 e, a Piazza Tienanmen, pure il sangue), si sono agglutinate e asservite dopo un'accurata selezione dei più spavaldi attorno alla leadership estrema dell'uomo solo al comando. Non meraviglia che a Shanghai si sia voluto dare un volto nuovo alla "pax globalis euroasista". L'Occidente non è né morto, né decadente, ma sicuramente frammentarietà, litigiosità e qualità non eccelsa di alcuni politicanti sedicenti statisti, ne sta compromettendo la capacità di reazione e di contrattacco; e la sirena euroasista di Shanghai non manca di affascinare qualche governante neopopulista, immemore di ciò che fu il Patto di Varsavia.
Papetti: «L’illusione che l’uomo solo al comando sia una soluzione trova terreno fertile in questa fase di post globalizzazione»
Caro direttore, il nuovo ordine internazionale proposto da Xi Jinping, Putin e, un po' più al traino, dall'indiano Modi, rischia di essere tremendamente efficace in termini di...











