Un’alternativa al primato mondiale degli Stati Uniti, scosso quanto a credibilità e simpatie degli alleati dalla politica spregiudicata di Donald Trump che pensa di risolvere ogni problema (dell’America) con i dazi. È questo che Xi Jinping propone a chi vorrà seguire la Cina sulla via di una «nuova governance globale». L’offerta, non nuova, è stata rilanciata dal vertice di Tianjin che ha riunito quasi una trentina di capi di governo del cosiddetto Sud del pianeta. La riunione di personaggi dal profilo non proprio raccomandabile, come Vladimir Putin, il presidente bielorusso Lukashenko, quello iraniano Pezeshkian, il comandante della giunta golpista di Myanmar, è stata benedetta dalla presenza del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, che ha elogiato il ruolo della Repubblica popolare cinese a difesa del multilateralismo sotto attacco da parte di «politiche difficili da comprendere, che a volte sembrano più uno show che uno sforzo diplomatico serio». Il riferimento all’uomo della Casa Bianca e dell’America first non è stato neanche troppo velato.