NEW YORK New - Xi Jinping vuole trasformare l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai da piattaforma di dialogo a «meccanismo per una cooperazione pratica a tutti gli effetti». È possibile? Con quali obiettivi? E come?

«Penso che tutta una serie di Paesi prenderanno in considerazione le alternative per via della mancanza di prevedibilità degli Stati Uniti e della mancanza di leadership continuativa sulla sicurezza, il commercio e la diplomazia. E questo è un elemento, anche se ovviamente ha dei limiti strategici», dice al Corriere il politologo Ian Bremmer, presidente della società di consulenza sui rischi politici Eurasia Group.