Che cosa non fa e non è l’Europa, è molto chiaro. E risulta ancora più evidente in questi giorni. Una parte importante del mondo, chiamata dal leader cinese Xi Jinping, si vede riunita attraverso i suoi capi di Stato, spesso autocrati e in qualche caso autentici dittatori, a Tianjin. Sotto l’insegna della Shanghai cooperation organization (Sco), creata dalla Cina e fatta rivivere per l’occasione, troviamo oltre a Pechino, India, Russia, anche altri Paesi, la popolosa Indonesia, l’Iran in cerca di legittimazione, l’Egitto. Più della metà della popolazione mondiale, un quarto mal contato del Pil, della ricchezza globale.