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2 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:08

Per “costruire un sistema di governance globale più equo e ragionevole”. Per combattere la mentalità da “Guerra Fredda”, “l’egemonismo” e il “protezionismo”. Dal palco della Shanghai Cooperation Organization (SCO) il presidente cinese Xi Jinping si è fatto promotore di una nuova visione per affrontare l’attuale congiuntura internazionale, caratterizzata da “turbolenze e trasformazioni”. Il nome non giunge del tutto nuovo: la Global Governance Initiative rappresenta la quarta iniziativa globale lanciata dalla Cina negli ultimi quattro anni e va ad aggiungersi alla Global Development Initiative (GDI), alla Global Security Initiative (GSI) e alla Global Civilization Initiative (GCI). Si basa sui cinque principi di uguaglianza sovrana, rispetto dello stato di diritto internazionale, multilateralismo, approccio incentrato sulle persone e adozione di azioni concrete. Obiettivo conclamato: definire in maniera più organica i binari per una cooperazione tesa a ridurre le differenze tra Sud e Nord del mondo, laddove le precedenti sigle si concentravano rispettivamente sul raggiungimento di uno sviluppo sostenibile, sulla tutela della sicurezza di tutti e sul rispetto delle differenze socio-culturali. Anche validando divergenze in termini di valori e diritti umani.