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Gian Luigi Tizzoni, legale dei Poggi
Garlasco (Pavia) – “Quanto affermato dai consulenti della difesa di Stasi dimostra che sarebbe stato doveroso da parte della Procura accogliere la nostra richiesta di far estendere dal Gip l’incidente probatorio anche all’impronta 33”. L’avvocato Gian Luigi Tizzoni, che col collega Francesco Compagna assiste la famiglia Poggi, non commenta neppure le conclusioni della consulenza della parte ‘avversa’. Ma prosegue invece nello scontro con la Procura, dopo il precedente atto nell’udienza di mercoledì, già reso palese quando lo scorso 2 luglio aveva ricevuto il duro e perentorio rigetto della richiesta e reso noto il deposito della loro consulenza di parte in contrasto con gli esiti dei consulenti della Procura.
Nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco del 13 agosto 2007, con indagato Andrea Sempio, i legali della parte offesa e la Procura sono su posizioni diametralmente opposte, su tutto.
Differenze ancor più accese, e meno scontate, di quelle con la difesa di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva per lo stesso omicidio. Così anche sull’impronta palmare 33, al di là delle differenze nelle interpretazioni delle diverse parti, la consulenza resa nota venerdì dalla difesa di Stasi riaccende la polemica che aveva portato solo due giorni prima, in occasione dell’udienza di mercoledì per l’incidente probatorio in corso, alle dure dichiarazioni dello stesso avvocato Tizzoni nei confronti della Procura, accusata di procedere “nell’interesse del condannato” senza accogliere invece le richieste della parte offesa.














