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23 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 12:16
Sarà un perito dattiloscopista l’esperto incaricato di rilevare impronte sulla spazzatura trovata in casa di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto del 2007 a Garlasco. Come deciso dalla giudice per le indagini preliminari, Daniele Garlaschelli, Domenico Marchigiani dovrà individuare ed eventualmente comparare impronte se verranno trovate sui reperti della spazzatura di 18 anni fa, come confezioni di tè, cereali e yogurt. Su questi reperti l’esame del Dna ha restituito risposte precise: ci sono i profili genetici della vittima e dell’allora fidanzato, Alberto Stasi condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio.
All’udienza è presente il legale di Andrea Sempio, indagato nell’inchiesta, Angela Taccia, quelli di Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis e della parte civile, Gian Luigi Tizzoni. Era stata la Procura di Pavia a chiedere che, oltre agli accertamenti genetici, l’incidente probatorio venisse esteso alla ricerca e analisi di impronte sui reperti, dopo che dalle prime verifiche, tra l’altro, era emersa una probabile traccia papillare sulla confezione di tè freddo. Su quei reperti non era stato trovato nulla di utile per le nuove indagini a carico di Andrea Sempio, perché era stato rintracciato appunto solo Dna di Stasi e della 26enne. Era stata quindi decisa un’estensione all’aspetto dattiloscopico dell’incidente probatorio.








