«Non ci sono elementi per la revisione», la posizione della famiglia Poggi, dopo il deposito degli atti della nuova indagine sull'omicidio di Chiara, è definitiva. Il responsabile, riconosciuto da una sentenza passata in giudicato, è ancora Alberto Stasi e gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Campagna sottolineano, in vista di un'opposizione alla terza richiesta di revisione: «Gli elementi a suo carico non sono messi in discussione dalle nuove indagini».

In effetti il fascicolo dei pm di Pavia su Andrea Sempio non mette in discussione gli elementi che hanno portato alla condanna di Alberto nel 2015: dall'orario della morte, perfettamente compatibile, al sangue della vittima sui pedali della bicicletta, alla quale non si fa alcun riferimento. Eppure le insinuazioni e i sospetti sui Poggi, che non credono alla nuova pista sulla morte della figlia, animano i talk show, con le scalette cucite a misura di share, e sono chiare anche nelle informative depositate in Procura dai carabinieri, che individuano in Sempio l'unico responsabile. I Poggi «hanno tentato di bloccare le indagini», scrivono i militari. Ma Tizzoni ha ribadito la massima collaborazione della famiglia, aggiungendo quanto siano dispiaciuti per avere assistito a una riapertura delle indagini che puntava «sostanzialmente a sconfessare la responsabilità di Stasi, accertata dalla corte d'Appello di Milano, poi in Cassazione e confermata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo». Sullo sfondo, la questione dei soldi, un risarcimento di circa 700mila euro che la famiglia Stasi, con una transazione, ha versato ai Poggi, e che, si insinua, i familiari dovrebbero restituire. Ma i Poggi quei soldi non dovrebbero neppure riconsegnare. Anche se la sentenza Stasi fosse annullata. E poi il timore per il possibile coinvolgimento di Marco Poggi, partendo dalla complicità tra i due ragazzi all'epoca 19enni e da quel video intimo tra Chiara e Alberto, che avrebbe acceso la furia omicida di Sempio. Il clima di sospetto nei confronti della famiglia è solo l'ultimo atto di una vicenda dolorosa e drammatica.