"La prossima settimana depositeremo una consulenza finalizzata ad evidenziare una possibile traccia biologica nell'impronta numero 33" ossia quella attribuita ad Andrea Sempio e individuata sul muro delle scale non molto lontano dal dove fu trovato, il 13 agosto 2007, il corpo senza vita di Chiara Poggi. Lo ha confermato l'avvocato Antonio De Rensis, che, con la collega Giada Bocellari, difende Alberto Stasi, l'allora fidanzato della 26enne che sta finendo di scontare 16 anni, in merito a quanto anticipato dal Tg di La7. La consulenza sarà depositata nei prossimi giorni ai pm di Pavia nella indagine a carico di Sempio.

I legali di Stasi quindi sostengono che l'impronta attribuita ad Andrea Sempio sulla parete di casa Poggi possa essere sporca di sangue. La supposizione dei periti Ugo Ricci, Pasquale Linarello e Oscar Ghizzoni si basa sul fatto che la colorazione, dovuta al contatto col reagente, la ninidrina, e la grandezza dell'impronta, dipendano dalla quantità di materiale organico che conterrebbe, cioè sangue. L'impronta dunque sarebbe stata così reattiva alla ninidrina perché c'era del sangue.

Per avvalorare la loro convinzione, i legali Giada Bocellari e Antonio De Rensis, che assistono il condannato a 16 anni per il delitto, chiedono alla Procura di poter svolgere delle analisi. Gli stessi inquirenti hanno fatto sapere in una nota nei giorni scorsi l'intenzione di volere svolgere ulteriori accertamenti sulla traccia classificata col numero 33. Nel 2007 il test diede esito negativo sulla presenza di sangue nell'impronta.