C’è un passaggio in più sul nuovo filone di inchiesta per la morte di Chiara Poggi e che oggi, a 18 anni di distanza dai fatti, vede come indagato Andrea Sempio. A dare un’accelerata è la difesa di Alberto Stasi (già condannato a 16 anni per l’omicidio dell’ex fidanzata) che depositerà una relazione tecnica in cui sostiene che l'impronta attribuita ad Andrea Sempio sulla parete di casa Poggi possa essere sporca di sangue.
La supposizione dei periti Ugo Ricci, Pasquale Linarello e Oscar Ghizzoni si basa sul fatto che la colorazione, dovuta al contatto col reagente, la ninidrina, e la grandezza dell'impronta, dipendano dalla quantità di materiale organico che conterrebbe, cioè sangue.
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