«Imbrattata di sudore e materiale ematico». È la conclusione sull'impronta 33, quella palmare sul muro della scala dove fu gettato il corpo di Chiara Poggi, contenuta nella consulenza della difesa di Alberto Stasi, il condannato per il delitto di Garlasco del 13 agosto 2007. La relazione, consegnata alla Procura di Pavia dagli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, converge con la tesi dei consulenti dei pm, che hanno attribuito per 15 minuzie la traccia 33 alla mano destra di Sempio. E rafforza ancora più l'ipotesi che l'indagato per omicidio in concorso con altre persone abbia lasciato la sua impronta nelle fasi del delitto, appoggiandosi dopo aver perso l'equilibrio durante l'operazione di occultamento del cadavere. Nella relazione firmata da Oscar Ghizzoni, Pasquale Linarello e Ugo Ricci, si legge che la 33 attribuita a Sempio è «un contatto palmare intenso, certamente non superficiale/sfuggevole/strisciato» e «non risulta compatibile con una normale discesa per le scale». La palmare, dunque, «può essere stata lasciata sporgendosi dalla soglia (gradino zero) della scala che conduce alla cantina, atteso che è la posizione più naturale per esercitare la pressione riscontrata», sottolineano.
Garlasco, affondo della difesa di Stasi: “Sangue e sudore di Sempio sull'impronta 33”
«Imbrattata di sudore e materiale ematico». È la conclusione sull'impronta 33, quella palmare sul muro della scala dove fu...











