L’impronta 33 sul muro delle scale di casa Poggi è stata lasciata da una mano «imbrattata di sudore e materiale ematico». Sono le conclusioni sperimentali dei consulenti dei legali di Alberto Stasi, condannato a 16 anni per il delitto di Chiara Poggi, consegnate alla procura di Pavia dagli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis. Una consulenza che va in direzione opposta rispetto a quelle già depositate dai legali di Andrea Sempio, il nuovo indagato, e dalla famiglia Poggi. Secondo gli esperti della difesa Stasi (Oscar Ghizzoni, Pasquale Linarello e Ugo Ricci), invece, non solo l’impronta 33 - che per i pm pavesi è di Andrea Sempio -, sarebbe stata lasciata da una mano imbrattata di sangue misto a sudore ma il procedimento utilizzato nel 2007 dai Ris avrebbe inibito i test per la ricerca del sangue, in particolare l’Obti. La calce e la reazione della ninidrina spruzzata sul muro, infatti, anche nelle prove sperimentali hanno reso vana l’efficacia dei test.