L’impronta «33» sul muro delle scale di casa Poggi è stata lasciata da una mano «imbrattata di sudore e materiale ematico». Le conclusioni sperimentali dei consulenti dei legali di Alberto Stasi, condannato a 16 anni per il delitto di Chiara Poggi del 13 agosto 2007, consegnate alla Procura di Pavia dagli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, riaprono lo scontro sull’impronta al centro della nuova inchiesta dei pubblici ministeri guidati da Fabio Napoleone.
Garlasco, lo scontro tra i periti sull'impronta 33. I legali di Stasi: «Sangue e sudore, fu un contatto intenso». La difesa di Sempio: «Non ci spaventano»
Per gli esperti incaricati dalla difesa di Alberto Stasi l'impronta lasciata sul muro della villetta di Chiara Poggi contiene sangue e sudore e fu il risultato di un contatto prolungato con la parete. Il giallo della calce e della ninidrina












