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25 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 18:04

L’impronta 33, trovata sulla parete destra della scala che portava alla taverna di casa Poggi, è attribuita ad Andrea Sempio dai consulenti della difesa di Alberto Stasi e sarebbe “intrisa di sangue e sangue” come si legge sugli account social del Tg1. Il condizionale è d’obbligo perché su questa traccia la stessa procura di Pavia – che pur ha iscritto il 37enne nel registro degli indagati per l’omicidio di Chiara Poggi – aveva fatto sapere nei giorni scorsi che non si può “procedere ad accertamenti biologici”. A lungo cercato, non è stato trovato tra i reperti conservati l’involucro con l’intonaco che era stato grattato all’epoca del delitto. Gli unici accertamenti sono quelli dattiloscopici, ma sul punto i pm hanno detto no alla richiesta della parte civile. Quindi la consulenza è stata effettuata sulla base di foto foto.

I consulenti della difesa però hanno riprodotto il sopralluogo dell’epoca effettuate dagli investigatori dell’Arma. Prove sperimentali con sudore, con sangue e con sudore misto a sangue, e poi sottoponendo la calce intrisa di materiale biologico agli stessi trattamenti (ninidrina compresa) e fotografando tutti i risultati ottenuti. Che secondo la loro analisi deporrebbe a favore del fatto che quella traccia sia stata lasciata da una mano sudata e sporca del sangue della vittima.