Possiamo parlare di flop per il campo largo e in modo particolare per una linea troppo di sinistra?

«Diciamo che è ora di parlare di futuro più che di passato. Il centrosinistra, per potersi presentare come alternativa al governo Meloni, accanto alle posizioni di una sinistra che non sono le nostre, ma che evidentemente ha forza ed esiste nel Paese, deve avere una visibile impronta riformista. Lo abbiamo visto nelle amministrative nella mia Liguria. Quando hanno prevalso i veti, come alle regionali, si è perso. Quando, invece, il centrosinistra è andato unito, ha vinto, come è accaduto a Genova. E oggi abbiamo una giunta guidata da una sindaca capace e preparata come Silvia Salis, nella quale c’è una componente riformista che ha un ruolo importante. Questo è il modello da seguire, che poi è lo schema Schlein: no ai veti».