Stefano Bonaccini, presidente del Partito democratico: i referendum sono stati un azzardo?

«Il Pd non è stato promotore dei referendum, ma considero l’iniziativa autonoma della Cgil come una risposta a un governo inerte rispetto ai diritti del lavoro, alla precarietà e alla questione cruciale dei redditi. Il Paese si sta impoverendo proprio a partire dai redditi da lavoro, sia dipendente sia autonomo. È a fronte di questo che il Pd ha scelto di sostenere la battaglia per i cinque sì. Inutile dire che c’erano idee anche diverse sullo strumento referendario e sul merito dei singoli quesiti, ma la scelta di stare dalla parte dei diritti era abbastanza naturale».