Il day after è quello in cui ci si leccano le ferite. E a sinistra sono parecchie. Questo referendum rischia di mettere in seria difficoltà il Pd, la Cgil e anche la poltrona ormai ballerina della segretaria dem, Elly Schlein e quella di Maurizio Landini a capo del sindacato rosso. E così dalle parti di Fdi mettono bene a fuoco quali sono gli scenari del post-voto: "Hanno cercato la spallata, e la spalla se la sono slogata", afferma il capo dell'organizzazione di FdI Giovanni Donzelli, intervistato dal Corriere della Sera. "Noi non volevamo giocare nessuna partita, sono loro che non fanno altro che tentare di destabilizzare un governo che è impegnato a fare il suo dovere, e cioè migliorare le condizioni della nazione, e farla crescere. Semmai è una loro sconfitta".

"Hanno fatto di tutto: hanno sciacallato sui bambini di Gaza facendo un ridicolo appello al voto a fine manifestazione, di sabato, hanno mandato inviti al voto da un registro scolastico a Livorno, a Firenze un gestore addirittura regalava biglietti a chi gli mostrava la tessera timbrata... E per che risultato?", afferma Donzelli, secondo cui "perfino il mondo che hanno chiamato a raccolta ha molti dubbi su certi temi, come dimostra il referendum sulla cittadinanza. E comunque, sul lavoro che dovrebbe riguardare tutti, non hanno interessato l'opinione pubblica, perché il mondo del lavoro è già cambiato rispetto a quei quesiti: che senso ha parlare di Jobs act in un Paese dove l'occupazione oggi è ai massimi?".