Rafforzata. Si sente così Giorgia Meloni dopo l'esito del referendum, con i cinque quesiti su lavoro e cittadinanza che ai seggi hanno fatto segnare un'affluenza del 30,6%. Quorum lontanissimo quindi, con la presidente del Consiglio che una manciata di minuti dopo la chiusura delle urne affida al suo braccio destro Giovanbattista Fazzolari il compito di dettare la linea. "Le opposizioni hanno voluto trasformare i 5 referendum in un referendum sul governo Meloni - spiega il sottosegretario con delega per l'Attuazione del programma -. Il responso appare molto chiaro: il governo ne esce ulteriormente rafforzato e la sinistra ulteriormente indebolita". Il partito della premier, Fratelli d'Italia, ricorre invece ai social per sottolineare che non c'è stata nessuna spallata: "Sfratto annullato, sinistra sconfitta e Governo rafforzato. Oggi tramonta il campo largo". All'attacco anche i ministri di FdI. "La mobilitazione di tutta l'opposizione e del primo sindacato italiano non è servita a nulla" rimarca Luca Ciriani, mentre per il collega Francesco Lollobrigida "il fallimento del referendum è la risposta alle strumentalizzazioni della sinistra". Ancor più duro Tommaso Foti, secondo il quale "lo schiaffone per la compagnia del 'tutti dentro contro la Meloni' conferma la miopia politica ed elettorale di chi pretendeva di trasformare i referendum in un giudizio sul governo".