Un disastro totale, epico, storico, per la sinistra questo referendum. L'affluenza, a scrutinio concluso, ha di poco superato il 30%, percentuali apocalittiche, insomma. Eppure, c'è chi ha anche il coraggio di esultare, come Elly Schlein, la quale sostiene che abbiano votato più persone rispetto a quelle che votarono per Giorgia Meloni nel 2022. Insomma, non è difficile comprendere quanto la presa di posizione risulti grottesca.
Ma non è tutto. C'è anche un disastro nel disastro. Infatti, uno solo dei cinque quesiti abrogativi ai è distinto in modo netto nel risultato. Ed è proprio quello sulla cittadinanza agli stranieri - la sinistra voleva tagliare i tempi per ottenerla da 10 a 5 anni -, il quesito più caro al fronte progressista. Ecco, il punto è che rispetto agli altri quattro quesiti incentrati sul mondo del lavoro, quello sulla cittadinanza agli immigrati ha incassato una notevole quantità di "no" in più.
A scrutinio concluso, il quesito sulla cittadinanza ha registrato il 34,78% di "no", di voti contrari al taglio dei tempi. Per intendersi, i "no" agli altri quesiti fluttuavano tra il 10,98% al 12,69%, insomma il "no" alla cittadinanza facile triplica i "no" delle altre schede.












