La missione impossibile è fallita: i quattro quesiti referendari sul lavoro e il quinto sui requisiti per la cittadinanza non hanno raggiunto il quorum. Il Jobs Act di Matteo Renzi passa indenne la consultazione di fine primavera, le norme sui licenziamenti — per adesso — non si toccano. Il centrodestra esulta per il risultato: «Respinto il tentativo di spallata dell’opposizione». Sul fronte opposto, anche Elly Schlein rivendica l’esito delle urne come un successo: «Abbiamo preso 14 milioni di voti, più di quanti ne ha presi Meloni nonostante il boicottaggio attuato dal governo, ne riparliamo alle elezioni politiche». Il Pd comunque esce un po’ ammaccato, con divisioni interne e segnali di fronda alla linea tenuta dalla segretaria Schlein. Maurizio Landini, leader della Cgil, ammette la sconfitta, «perché non abbiamo raggiunto l’obiettivo», ma esprime anche soddisfazione perché «un terzo del Paese sui temi del referendum vuole risposte precise e chiede di cambiare».
Referendum, affluenza flop: ha votato solo il 30,6 per cento degli elettori
Schlein parla di risultato importante «perché abbiamo preso più voti di Meloni alle politiche». Landini ammette la sconfitta











