Alla vigilia dei referendum su cittadinanza e lavoro, il quorum non sembra più l’oggetto del contendere. L’obiettivo di raggiungerlo resta, ma anche la consapevolezza che sia impresa ardua. In tema di partecipazione, sta così trovando sempre più spazio un altro ragionamento. «La premier Meloni ha preso alle elezioni 12 milioni e 300 mila voti - ha spiegato il capogruppo Pd al Senato, Francesco Boccia - se al referendum andassero a votare 12 milioni e 400 persone, sarebbe un avviso di sfratto alla presidente del consiglio».
Centrodestra per l’astensione
Perché Giorgia Meloni, come praticamente tutte le forze di maggioranza (ad eccezione di Noi Moderati), sta facendo campagna per l’astensione, per scongiurare il raggiungimento del 50% degli elettori necessario a rendere la consultazione valida. Chi andrà alle urne - è il calcolo del Pd - disattende le indicazioni del governo e quindi, di fatto, lo sfiducia. «Ho detto che andrò al seggio perché sono un presidente del consiglio e penso sia giusto dare un segnale di rispetto nei confronti delle urne - ha spiegato Meloni - Ma non condivido i contenuti dei referendum e non votare è un diritto di tutti. Nella storia della Repubblica italiana tutti i partiti hanno fatto campagne per l’astensione quando non condividevano i referendum».












