Stavolta è lei che non «li ha visti arrivare». Nel senso che l’affluenza alla tornata referendaria è stata un mezzo disastro. Una debacle “fai da te”, costruita e perseguita fino all’ultimo secondo da un’improvvida guidatrice: Elly Schlein. La segretaria del Pd ha cavalcato i referendum sul lavoro di Maurizio Landini per organizzare una sorta di congresso interno. E stabilire un diritto di proprietà acquisito: «Guai a chi interferisce». Finisce in un altro modo, un po’ come in un videogioco di ultima generazione. Nell’ultima schermata compaiono i protagonisti del passato e stringono d’assedio l’eroina del presente. Per farla sprofondare. Quello che è successo a casa sua, appena si sono chiuse le urne.
Referendum flop, nel Pd scatta la rivolta contro Schlein: "Ora cambiare". Ma lei nega la sconfitta
Stavolta è lei che non «li ha visti arrivare». Nel senso che l’affluenza alla tornata referendaria è stata un mezzo di...














