TREVISO - «Chi ha portato avanti i referendum dovrebbe fare delle riflessioni: in politica ci si assume le responsabilità. L'affluenza ci dice che queste forze non hanno nemmeno la percezione della popolazione che rappresentano. Sarebbe da farle contribuire alla copertura dei milioni spesi per la consultazione». Dimitri Coin, deputato e segretario provinciale della Lega, ci va giù pesante. Nel mirino c'è essenzialmente il centrosinistra. Allo stesso tempo, poi, respinge le critiche di chi ha bollato gli appelli al non voto come antidemocratici: «Sarebbe il caso di rivedere il modello del referendum - premette - detto questo, non andare a votare rappresenta l'espressione di una volontà». Coin non manca poi di far notare la consistente quota di no al dimezzamento dei tempi per la concessione della cittadinanza ai migranti.

«Visto il risultato, bisognerebbe mandare a casa anche quelli che sono qui clandestinamente e che non vogliono integrarsi», mette in chiaro. Alberto Villanova, capogruppo della Lega in Regione, fa un parallelo con la partita dell'autonomia: «I referendum di Cgil, Pd e 5 Stelle sono stati un flop clamoroso - dice - in Veneto c'è stata un'astensione record: il nostro popolo non perdona chi ha boicottato l'autonomia». «La lettura politica di questa Caporetto è chiarissima: neanche gli elettori di sinistra, pur precettati, erano convinti delle proposte di Landini e Schlein - continua - volevano un referendum per abolire l'unica riforma che i Veneti vogliono davvero: la nostra gente li ha ripagati con gli interessi».