La parola sconfitta, almeno per un giorno, è stata cancellata dal vocabolario della Cgil. Il risultato misero dell’affluenza ai referendum è «una non vittoria, un obiettivo non raggiunto, e sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata». L’ipotesi dimissioni è poco meno di una bestemmia: «A farmi da parte non ci penso lontanamente, non è oggetto di discussione, la strategia la abbiamo decisa insieme e non cambiamo idea». E infatti il proposito è quello di perseverare, «perché 14 milioni di cittadini sono andati a votare, nonostante la mancanza di informazione pubblica, ed è la base per un nuovo inizio». Ma soprattutto, con l’invito a non andare alle urne, «si è dimostrato che c’è una crisi democratica evidente», condita con «rappresentanti del governo che nemmeno conoscevano i quesiti».