Caro direttore, l'onorevole Bonaccini, attuale Presidente del Pd, è ossessionato come gran parte della sinistra, della proposta di riforma elettorale da parte del centrodestra. Evoca, per questo, la sconfitta sul referendum della riforma della Giustizia, prospettando il fallimento del Governo Meloni. Dimentica, Bonaccini, che sono state dette colossali bugie sul referendum dichiarando falsamente l'attentato alla Costituzione e lo spettro di dittatura da parte del Governo di centrodestra. Mastodontiche bugie che evidentemente hanno "spaventato" i cittadini. Tutte falsità che fanno convincere come la sinistra della Schlein esprime demagogia ingannevole.
Michele Russi
Padova
Caro lettore, non parlerei di ossessione né di bugie. La riforma elettorale in senso maggioritario era ed è uno dei punti-chiave del programma di centrodestra e poiché manca circa un anno alla conclusione della legislatura è naturale che il tema sia diventato particolarmente caldo e ci sia un forte dibattito intorno a questo tema e alle proposte in campo.
Il problema forse è un altro: ogni volta che si parla di una modifica del sistema di voto, l'attenzione dei partiti va alle conseguenze immediate che esso può avere, cioè chi sarà maggiormente favorito o svantaggiato alle prossime elezioni dalla riforma in base agli equilibri esistenti tra i partiti e e quelli interni alle singole forze politiche e coalizioni. E quindi ciò che poteva apparire utile e giusto ieri, oggi non lo è più. Per esempio: l'indicazione del candidato premier al momento della presentazione delle liste, così come avviene per i candidati sindaci o presidenti di regione, è un'ipotesi che anche il Pd in passato dimostrava di poter apprezzare.










