«Voterò no ai referendum inutili e sbagliati che la CGIL fa contro il mio governo, quelli sul Jobs Act. Voterò sì su quello che semplifica le regole burocratiche della cittadinanza. Sugli altri due lasceremo libertà di voto. Quanto ai riformisti del Pd noto con piacere che si astengono. Ma si sono astenuti anche dal difendere la legge che loro stesso avevano votato quando Elly Schlein ne ha parlato in direzione. Non so se sono ancora riformisti, certo non sono più coraggiosi». Sul referendum dell’8 e 9 giugno il leader di Italia Viva Matteo Renzi non risparmia stoccate alla segreteria dem, ma neanche ai riformisti.

A proposito di Jobs Act lei ha criticato la scelta del Pd e della Cgil di volerlo cancellare tramite il referendum, ma questo potrebbe complicare la possibilità di un’alleanza col Pd?

«Non vedo perché dovrebbe: stiamo discutendo del passato, non del futuro. E non dimentichiamo che anche Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno votato contro il Jobs Act: se si dovesse fare la coalizione sulla base del giudizio su questa legge avremmo il campo largo da Meloni a Schlein contro di me. No, dai, parliamo di futuro. Il centrosinistra deve costruire un progetto alternativo alla Meloni, sui contenuti. Vediamo se sarà in grado di farlo. Se qualcuno vuole che io faccia abiura, non mi conosce. Io non rinnego nulla delle battaglie che ho fatto. Se non mi vogliono in coalizione perché ho fatto Industria 4.0 o perché ho portato Mario Draghi è un problema loro: sono loro che così facendo perderanno le elezioni politiche e faranno un regalo ai sovranisti della destra».