Il no islandese alla ripresa dei negoziati mostra che l’adesione all’Ue non è più un destino inevitabile. E mentre Bruxelles rallenta, nei Balcani Russia, Cina, Turchia e Stati Uniti competono per influenza, investimenti e sicurezza.

L’isola artica vota per decidere se avviare i negoziati per l’ingresso in Europa. È battaglia fino all’ultimo voto

Con il 51,8% contro il 48,2%, il "no" è avanti di 3,6 punti percentuali. Le cause: dalla tutela della pesca locale ai vantaggi già acquisiti