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Francesca Basso

Si è concluso con la vittoria del No il referendum con cui l'Islanda ha deciso di non riaprire le trattative con l'Ue che avrebbero potuto portare a un ingresso del Paese nell'Unione. Centrale - come era stato per la Brexit - è stato il tema della pesca. E ora Farage, Le Pen, vannacciani e Lega esultano

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTEBRUXELLES - Le istituzioni europee non si erano sbilanciate prima del referendum — pur facendo il tifo per il «Sì» — e hanno mantenuto la stessa linea anche di fronte alla vittoria del «No» alla domanda posta dal governo di Reykjavik ai propri cittadini se l’Islanda dovesse riprendere i negoziati di adesione all’Unione europea sospesi nel 2013. La Commissione Ue «prende atto dell’esito del referendum in Islanda e rispetta la scelta del popolo islandese», ha dichiarato un portavoce, ricordando che l’Islanda «rimane uno stretto partner dell’Unione europea».

Il presidente del Consiglio europeo António Costa, ha fatto sapere la sua portavoce, ha scambiato dei messaggi con la premier Kristrún Frostadóttir nei quali ha sottolineato (anche lui) che «l’Ue rispetta pienamente la scelta democratica del popolo islandese» e che «l’Islanda rimane uno dei partner più stretti e fidati dell’Ue, anche attraverso lo Spazio economico europeo». Entrambi i leader hanno espresso il desiderio di continuare a rafforzare le relazioni tra l’Ue e l’Islanda. Certamente c’è delusione ma a Bruxelles c’era la consapevolezza che la pesca, pilastro dell’economia di Reykjavik, è stato ed è uno dei principali ostacoli per l’adesione dell’Islanda all’Ue, così come lo era stato nel 2013. La Commissione ha tentato delle aperture sul dossier: «Sono convinta che, insieme agli Stati membri dell’Ue, potremo trovare soluzioni creative», aveva dichiarato la commissaria per l’Allargamento, Marta Kos. Ma non è un caso se la pesca è stata uno dei nodi più difficili da sciogliere anche nel negoziato tra Ue e Regno Unito nel post Brexit per i molteplici interessi nazionali che tocca. Il grado di incertezza sull’esito del referendum era tale che nei mesi scorsi la Commissione si è espressa con molta cautela.