La vittoria del “no” si è giocata fino all’ultimo voto. Poi è arrivata l’ufficialità, ed è emersa una capitale favorevole all’Europa e il resto del Paese schierato a difesa dell’autonomia nazionale. L’Islanda, chiamata alle urne nel referendum per la ripresa dei negoziati sull’adesione all’Unione Europea, sceglie – in sostanza – di non entrare nell’unione doganale né tanto meno di adottare l’euro: l
. Il Paese, infatti, è già parte del mercato unico dell’Ue e dell’area Schengen. Il No ha vinto con il 52,8%, mentre i voti favorevoli si fermano al 47,2 %. L’affluenza è stata alta: 225.031 votanti (82,5%. L’affluenza alle urne è stata altissima, secondo quanto riportato da Ntb. Dato l’esito, il tema dell’adesione alla Ue non tornerà sul tavolo almeno fino alla fine dell’attuale legislatura, ovvero fino al 2028. A plaudere l’esito della consultazione, sono Marine Le Pen e Nigel Farage. “Nel momento in cui alcuni spingono per un maggior federalismo e per il trasferimento della sovranità alla Commissione europea, questo voto ci ricorda che un’altra Europa è possibile, un’Europa di nazioni libere, sovrane, che cooperano su base volontaria su questioni di interesse comune”, ha scritto la leader di Rn su X. “Congratulazioni all’Islanda per aver votato per mantenere la sua indipendenza”, ha dichiarato il leader di Reform Uk, e promotore del referendum sulla Brexit, Nigel Farage.











