L’Islanda dice no alla ripresa dei negoziati per l’adesione all’Unione europea. Quando manca ormai poco al completamento degli scrutini, il risultato del referendum di sabato 29 agosto appare segnato: i contrari sono al 52,5 per cento, contro il 47,5 per cento dei favorevoli. Un margine che rende ormai estremamente improbabile un ribaltamento.
Secondo i dati diffusi dalla radiotelevisione pubblica RÚV, il No ha raccolto finora 99.037 voti, contro gli 89.459 del Sì. Le schede bianche e nulle sono circa 1.200, lo 0,6 per cento. Al di fuori della circoscrizione Sud-Ovest, l’ultima a essere scrutinata, il fronte contrario alla riapertura dei negoziati dispone di un vantaggio di 8.598 voti. E anche nella circoscrizione ancora da completare il No risulta avanti, con circa 16.900 preferenze contro 15.900.
Per cambiare l’esito nazionale, quindi, il Sì dovrebbe ottenere sulle schede ancora da scrutinare un margine di quasi 9.600 voti, recuperando uno svantaggio che l’andamento dello spoglio non lascia intravedere.
Il voto dell’Islanda sull’Ue è un test geopolitico decisivo
LA SCONFITTA DEI SOCIALDEMOCRATICI










