Roma, 30 ago. (askanews) – L’Islanda resta fuori dall’Unione europea e, almeno per ora, chiude nuovamente la porta a Bruxelles. Gli islandesi hanno respinto nel referendum di sabato la proposta di riprendere i negoziati di adesione interrotti oltre un decennio fa: secondo i risultati diffusi dall’emittente pubblica RUV, il 52,5% ha votato “no” e il 47,5% “sì”. Il conteggio non è ancora formalmente concluso in una delle sei circoscrizioni, ma i voti rimasti da scrutinare non sono sufficienti a rovesciare l’esito.
Non si votava direttamente sull’ingresso nell’Ue, ma sull’opportunità di riaprire il negoziato con Bruxelles. In caso di vittoria del “sì”, un eventuale accordo finale sarebbe stato comunque sottoposto a un secondo referendum. Il voto rappresenta quindi soprattutto una scelta politica sulla direzione che il Paese intende prendere e infligge una battuta d’arresto al progetto sostenuto dalla premier socialdemocratica Kristrun Frostadottir e dal ministro degli Esteri Thorgerdur Katrin Gunnarsdottir, leader del partito liberale Vidreisn. Il referendum era uno degli impegni assunti dalla coalizione salita al potere alla fine del 2024, composta da Alleanza socialdemocratica, Vidreisn e Partito del popolo.










