Di: AFP / GiWi L’Islanda non riaprirà i negoziati di adesione all’Unione europea. Nel referendum tenutosi sabato, il 52,8% degli elettori ha infatti votato contro la ripresa delle trattative con Bruxelles, mentre il 47,2% si è espresso a favore, secondo i risultati definitivi pubblicati domenica dall’emittente pubblica RÚV.Il risultato rappresenta una delusione per l’UE, che sembrava disposta a dei compromessi per attirare l’Islanda nella sua orbita, nonché una battuta d’arresto per il Governo della premier Kristrún Frostadóttir, che aveva presentato la consultazione come un passaggio decisivo per rilanciare il percorso europeo del Paese. Secondo l’Esecutivo, un avvicinamento all’UE avrebbe potuto rafforzare la sicurezza economica e geopolitica dell’isola in un contesto internazionale segnato da tensioni commerciali e strategiche.un seggio allestito all'interno del Municipio di Reykjavik, capitale dell'IslandaKeystoneLa campagna referendaria si è concentrata soprattutto sul futuro delle risorse ittiche islandesi, sulla sovranità nazionale e sul costo della vita. I sostenitori del “no” hanno infatti sostenuto che l’adesione all’UE poteva limitare il controllo di Reykjavik sulla pesca, uno dei pilastri dell’economia nazionale. Reportage dall'Islanda che vota sull'EuropaTelegiornale 29.08.2026, 20:00L’Islanda aveva presentato domanda di adesione all’Unione europea nel 2009, dopo la grave crisi finanziaria che aveva colpito il Paese. I negoziati erano però stati sospesi nel 2013 da un Governo euroscettico. Con l’esito del referendum, la questione europea torna ora in secondo piano e l’ipotesi di un ingresso nell’UE appare nuovamente lontana.
Trattative con l’UE, l’Islanda dice “no” - RSI
Islanda dice no alla riapertura dei negoziati con l'UE: il 52,8% ha votato contro. Sovranità sulla pesca e timori economici al centro del referendum. Scopri cosa cambia.










