La Corte Penale Internazionale, per la prima volta, ha la possibilità di processare la mafia libica. Sono iniziate ieri le udienze per la convalida delle accuse contro El Hishri, noto anche come Al Buti, figura di vertice della mafia libica, della stessa milizia di Almasri e uno dei responsabili della prigione femminile di Mitiga. Tra i 17 capi di imputazione vi sono torture, trattamenti inumani, omicidio, riduzione in schiavitù e stupro. I recenti report delle Nazioni Unite hanno evidenziato come questi crimini costituiscano parte integrante di un sistema complesso che comprende traffico di esseri umani, droga e petrolio. È un sistema che si regge anche sui respingimenti finanziati dall’Italia e dall’Unione europea, i quali hanno contribuito, negli anni, a rafforzare e legittimare gruppi armati responsabili di gravissime violazioni dei diritti umani.

Giustizia (Internazionale) Davanti alle giudici della prima camera della Corte penale internazionale, questa mattina all’Aia non ci sarà soltanto Khaled Mohamed Ali El Hishri, il…

Torture, gambizzazioni, violenze sessuali e uccisioni. Nel carcere di Mitiga gestito dal generale Osama Almasri liberato dal governo Meloni operava anche Khaled al Hishri. L’uomo…