È iniziato il secondo giorno di udienza preliminare alla Corte penale internazionale nei confronti di Khaled al Hishri, membro delle milizie Rada che insieme a Osama Almasri e altri ufficiali gestiva il centro di detenzione per migranti di Mitiga. Al Hishri è accusato di 17 capi di imputazione diversi tra cui crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi in Libia dal 2015 al 2020. Era stato arrestato dalle autorità tedesche nel luglio del 2025 e poi è stato estradato lo scorso dicembre. Ora la Corte dovrà decidere se andare a processo o meno e la decisione avverrà nel prossimo mese di luglio.

Contro Al Hishri, la procura ha formulato accuse durissime. Sarebbe l’autore di violenze sessuali, torture, sparatorie e abusi di ogni tipo. A testimoniare contro i crimini che accadono nel carcere di Mitiga sono state 945 persone, (tra cui migranti, giornalisti, oppositori e calciatori) ascoltate nei mesi scorsi da parte dei procuratori dell’Aia secondo cui vigeva un «sistema istituzionalizzato» di «violenze e schiavitù». Al Hishri, noto con il soprannome dell’Angelo della morte, aveva il pieno controllo della vita dei detenuti, inclusi donne e bambini.

Libia, all’Aia compare l’Angelo della morte: l’uomo ai vertici del sistema di violenze contro i migranti