I rendimenti di mercato sono saliti in modo rilevante il 10 settembre, giorno in cui la Bce ha alzato i tassi (dal 2,25% al 2,5%) e il prezzo di petrolio e gas è ulteriormente salito.

La presidente della banca centrale Christine Lagarde ha detto che il consiglio direttivo «non ha discusso il percorso futuro dei tassi» e ha ribadito che la Bce continuerà a decidere «riunione per riunione» in uno scenario geopolitico molto incerto.

Francoforte si tiene le mani libere per rispondere a ogni tipo di scenario.

Nel complesso tuttavia il messaggio della Bce è stato letto come hawkish (falco) dai mercati, soprattutto per i rischi al rialzo sull’inflazione.

«Il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull’inflazione che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell’obiettivo per un periodo prolungato», ha spiegato la Bce che ha alzato anche le stime su carovita e crescita nell’Eurozona.