Il consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce) ha deciso di alzare di 25 punti base i tre tassi di riferimento: il tasso sui depositi sale al 2,50 per cento, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65 e quello sui prestiti marginali al 2,90. I mercati lo davano per certo. È il secondo rialzo del 2026 dopo quello della riunione di giugno (il primo dal settembre 2023), e arriva dopo la pausa di luglio, decisa quando la tregua nel Golfo sembrava stesse per alleggerire la pressione sui prezzi dell'energia. Ma da quando quella tregua è saltata, il quadro è cambiato.A pesare sulla decisione sono stati soprattutto i dati di agosto: secondo le stime preliminari di Eurostat, l'inflazione dell'eurozona è salita al 3,3 per cento dal 2,9 di luglio, il livello più alto proprio dal settembre 2023. A spingerla è stata soprattutto la componente energetica, aumentata del 14,3 per cento su base annua (dal 10,3 di luglio). Inoltre, ora il Brent è tornato intorno ai 100 dollari al barile per l'intensificarsi degli attacchi in medio oriente a causa dei nuovi scontri armati nello Stretto di Hormuz, con gli analisti ormai sicuri che il conflitto difficilmente si chiuderà entro la fine dell'anno. Il resto dell'indice dell'inflazione, però, rimane moderato: al netto dell'energia l'inflazione crescerebbe del 2,2 per cento, lo stesso ritmo di luglio, e i servizi sono scesi dal 3,3 al 3,0 per cento. “Le prospettive restano molto incerte, con rischi orientati al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica. Ma la decisione di rialzare i tassi di interessi è stata presa all'unanimità: pubblicheremo tre scenari per la nostra economia, e questa scelta va bene per tutti e tre", ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde durante la conferenza stampa al termine della riunione che si è tenuta oggi a Berlino, anziché a Francoforte. "Il conflitto in medio oriente e la guerra in Ucraina continuano a generare pressioni sull’inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell’obiettivo per un periodo prolungato. Lo scenario di base delle nuove proiezioni degli esperti della Bce vede l’inflazione complessiva in media al 3 per cento nel 2026 e al 2,5 nel 2027”. Poi, in riferimento al gas, che oggi ha sfiorato gli 80 euro per MWh al Ttf, la presidente ha chiarito che i prezzi potrebbero aumentare più del previsto "in caso di ulteriori interruzioni delle forniture" nello stretto di Hormuz. Nonostante ciò, “l’economia (dell’Eurozona, ndr) ha dimostrato di essere resiliente nel secondo trimestre del 2026, nonostante i venti contrari. Il mercato del lavoro – ha continuato Lagarde – è rimasto solido, mentre la produttività è gradualmente aumentata. Anche l’inflazione, specialmente sui beni alimentari, è inferiore alle nostre attese. Ma sarà più perdurante di quanto pensavamo. Tutto ciò potrebbe portare forse a della crescita dell’Eurozona anche oltre lo 0,9 per cento”.In conferenza è intervenuto anche il presidente della Banca centrale tedesca, Joachim Nagel, commentando l’ascesa dell'Afd domenica in Sassonia Anhalt: “Sono preoccupato. Che dice ciò del nostro paese? Della nostra società, dei valori che condividiamo? E molti dei loro concetti sono autolesionistici in senso economico. Aiutano ad attrarre investimenti esteri in Germania? Certamente no. Li spingeranno via”. Rispondendo infine ai giornalisti sulle voci che vedrebbero la presidente lasciare il suo posto a Francoforte per prendere le redini del World Economic Forum, Lagarde ha chiarito che per ora “non c’è ancora nulla da dire. Voi (giornalisti, ndr) sarete i primi in caso a saperlo, ovviamente dopo i miei nipoti”.
La Bce aumenta i tassi d'interesse. È il secondo rialzo del 2026
La decisione era attesa dal mercato. Lagarde in conferenza stampa: "L’inflazione, specie sui beni alimentari, è inferiore alle nostre attese. Ma sarà più perdurante di quanto pensavamo: pensiamo in media al 3 per cento nel 2026 e al 2,5 nel 2027. I prezzi del gas? Potrebbero essere maggiori delle aspettative di mercato"












