La Bce ha alzato i tassi d'interesse di un quarto di punto percentuale. Nella riunione di politica monetaria a Berlino il Consiglio direttivo ha deciso di innalzare di 25 punti base i tre tassi di riferimento: il tasso sui depositi sale dal 2,25% al 2,50%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,65%, quello sui prestiti marginali al 2,90%. La decisione era attesa con quasi certezza dagli investitori.I nuovi livelli saranno in vigore dal 16 settembre.Il conflitto in Medio Oriente e le pressioni sui prezzi

«Il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull'inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell'obiettivo per un periodo prolungato – spiega la Bce –. La decisione odierna sottolinea l'impegno del Consiglio direttivo di definire la politica monetaria in modo da assicurare che l'inflazione si stabilizzi sull'obiettivo del 2% a medio termine».Rischi al rialzo per l'inflazione, al ribasso per la crescita

«Le prospettive restano molto incerte, con rischi orientati al rialzo per l'inflazione e al ribasso per la crescita economica. Riguardo allo shock energetico, i nuovi scenari formulati dai nostri esperti illustrano l'ampia gamma di esiti per l'evoluzione della crescita e dell'inflazione in base a diverse ipotesi sull'intensità e sulla durata dello shock, nonché sugli effetti indiretti e di secondo impatto», prosegue il comunicato. Con la decisione odierna il Consiglio direttivo «resta in una posizione favorevole per affrontare l'incertezza causata dal conflitto» e per definire l'orientamento adeguato seguirà «un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione».Lagarde: «Scelta unanime e scontata»