Nuova stretta della Banca centrale europea sui tassi. La seconda dopo quella di giugno. Come ampiamente previsto, l'Eurotower, ieri, ha alzato di 25 punti base i tassi di riferimento, portandoli al 2,5%. Le tensioni in Medio Oriente, in particolare sullo stretto di Hormuz, e le ripercussioni sui costi del petrolio e del gas continuano a generare inflazione. Il caro vita si manterrà «ben al di sopra dell'obiettivo» del 2% «per un periodo prolungato», ha ribadito la presidente della Bce, Christine Lagarde. Secondo le stime dell'istituto centrale sarà al 3% nell'anno in corso per poi calare al 2,5% il prossimo e al 2,1% nel 2028.Lagarde non ha però fornito indicazioni sulla rotta che i tassi potranno prendere nelle prossime riunioni. Francoforte deciderà volta per volta. L'unica concessione ai futurologi è stata l'ammissione di essere «determinati a raggiungere il nostro obiettivo». Le proiezioni al rialzo sulla crescita, attesa allo 0,9% quest'anno e all'1,4% il prossimo smontano comunque i timori sul possibile effetto di una politica restrittiva sull'andamento del pil.
Da Berlino, dove la Bce è stata ospite della Bundesbank, nella riunione tenuta periodcamente da un istituto centrale dell'Eurozona, è stato proprio il padrone di casa, il presidente della BuBa, JoachimNagel, a mettere in chiaro i timori che aleggiano in Germania. La crescita elettorale della destra di Alternative fur Deutschland, dopo il trionfo nel Land orientale della Sassonia-Anhalt, rischia di allontanare gli investitori.«Saranno riluttanti a fare affari qui. Quindi sì, sono preoccupato», ha spiegato il governatore. Un rischio che esiste, ha commentato Antonio Tognoli, responsabile macro analisi di Cfo Sim: «il paese locomotiva e simbolo di stabilità a cui si faceva riferimento».I TITOLI DI STATOAl momento i Bund tedeschi sono sotto pressione, con il rendimento balzato ieri al 3,5%, toccando i massimi dal 2009. «Per i mercati obbligazionari europei il contesto rimane quindi complesso», ha sottolineato Antonella Manganelli, ad di Payden & Rygel in Italia.Il mercato aveva comunque ampiamente atteso l'intervento dell'Eurotower per la prima riunione dopo l'estate. Una decisione, ha ribadito Lagarde, presa in modo unanime. «Andare oltre probabilmente dividerebbe il gruppo e incontrerebbe maggiori resistenze», nota però Konstantin Veit di Pimco. Le previsioni sull'inflazione destinata a restare lontana dal 2%, la bussola delle scelte di politica monetaria della Bce, è stata letta dal mercato come una posizione da falchi.«Questo rialzo dei tassi non è semplicemente una misura assicurativa. Le prospettive sull'inflazione sono peggiorate nel corso dell'estate. Gli shock dal lato dell'offerta non solo si stanno moltiplicando, ma è sempre più probabile che anche la domanda stia contribuendo all'inflazione», ha commentanto Sylvain Broyer di S&P Global Ratings, «In questo contesto, la Bce potrebbe dover entrare in territorio restrittivo e, in questa fase, non può escludere ulteriori rialzi dei tassi».Lagarde intanto ha dribblato le domande sul suo futuro e su un possibile addio anticipato da Francoforte per assumere la guida del World Economic Forum. «Quando ci sarà qualcosa da riferire su di me personalmente, sarete i primi a saperlo, dopo i miei nipoti», ha tagliato corto l'ex numero uno dell'Fmi, «E non c'è nulla da riferire».











