Giovedì la Banca Centrale Europea (BCE) ha comunicato che alzerà i tre tassi d’interesse di riferimento di 0,25 punti percentuali, portandoli in un intervallo tra il 2,5 e il 2,9 per cento. Aumentare i tassi di interesse è un modo per cercare di contenere l’inflazione, che secondo le ultime stime fino al 2028 sarà superiore alla soglia del 2 per cento, considerata indice di un’economia sana. La decisione era attesa dagli investitori sui mercati finanziari, e infatti i principali indici non hanno subito grandi variazioni.

La BCE aveva già alzato i tassi di interesse a giugno, per mantenerli invariati il mese successivo. Il consiglio che governa la Banca ha spiegato che queste variazioni dipendono dalla situazione internazionale, che è troppo incerta per consentirgli di impegnarsi a seguire una traiettoria definita.

A giugno la decisione di alzare i tassi aveva attirato critiche: se da un lato dovrebbe spingere persone e aziende a prendere meno soldi in prestito, e quindi rallentare l’economia e contenere i prezzi, dall’altro non ha il potere di fermare il rincaro dei prodotti energetici, che è il principale responsabile dell’inflazione di questi mesi ed è una conseguenza della guerra in Medio Oriente e del blocco dello stretto di Hormuz.