Bruxelles – “Il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull’inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell’obiettivo del 2 per cento per un periodo prolungato”. È sulla base di queste considerazioni che il Consiglio direttivo della Banca centrale europea all’unanimità ha deciso oggi (10 settembre) di aumentare i tassi di interesso dello 0,25 per cento. E’ la seconda volta nel corso del 2026 che la l’Eurotower rivede al rialzo il costo del denaro. L’andamento della situazione soprattutto in Iran sta trascinando sempre di più il alto il costo della vita, non lasciando altra alternativa se non provare a calmare il livello dei prezzi con interventi più decisi di politica monetaria.La presidente della BCE, Christine Lagarde, ribadisce che le decisioni vengono prese e continueranno a essere prese “sulla base dei dati” a disposizione, e “volta per volta”. Questa volta i dati indicano che nello scenario di base delle nuove proiezioni degli esperti dell’Eurotower l’inflazione complessiva si collocherebbe in media al 3 per cento nel 2026, al 2,5 per cento nel 2027 e al 2,1 per cento nel 2028. “Rispetto all’esercizio dello scorso giugno, le proiezioni per l’inflazione restano invariate per il 2026, ma sono state riviste al rialzo per il 2027 e il 2028“, sottolinea Lagarde, e questo giustifica la scelta.Cosa significa e cosa implica l’aumento dei tassi di interesseA partire dal 16 settembre, dunque, il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale salirà al 2,50 per cento, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali passerà al 2,65 per cento, e il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale arriverà al 2,90 per cento. Una situazione che rispecchia decisioni ampiamente anticipate e attese: la scelta di non toccare i tassi a luglio era stata dettata da dati che non tenevano conto dello shock inflazionistico prodotto dall’aumento dei prezzi dell’energia. Un impatto più veritiero si aspettava nell’estate, e così è stato.Più crescita, ma restano rischi per la domanda“Le prospettive restano molto incerte, con rischi orientati al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica”, ammette Lagarde. Tuttavia nello scenario di base delle proiezioni la crescita economica dovrebbe situarsi allo 0,9 per cento nel 2026, all’1,4 per cento nel 2027 e all’1,5 per cento nel 2028. In questi dati, scandisce la presidente della BCE, c’è una “correzione al rialzo per il 2026 e il 2027 che riflette principalmente una capacità di tenuta dell’economia dell’area dell’euro maggiore delle attese”. Ma, avverte Lagarde, tutto o quasi ruota “sull’intensità e sulla durata dello shock”.Lagarde avverte: “Si prevede che l’aumento dei prezzi dell’energia si trasmetta gradualmente all’inflazione di fondo e a quella dei prezzi dei prodotti alimentari“. Vuol dire che se non si trova una via d’uscita a guerra in corso e ripercussioni in atto la situazione potrebbe peggiorare. In questo scenario, continua, “un deterioramento del clima sui mercati finanziari globali o effetti di ricaduta sui mercati obbligazionari internazionali potrebbero portare a un inasprimento delle condizioni del credito, frenando così la domanda”. Da qui il nuovo richiamo per i Paesi, che vale soprattutto per l’Italia dall’elevato debito pubblico: “Una crescita potenziale più elevata richiede riforme strutturali e deve poggiare su finanze pubbliche solide“.