Roma, 11 settembre 2026 – Il nuovo aumento dei tassi da parte della Banca Centrale Europea rischia di frenare la ripresa del credito in Italia, proprio mentre nei primi sette mesi del 2026 i finanziamenti complessivi sono saliti di circa 13 miliardi di euro.

L’aumento dei tassi della Bce e l'impatto sulle famiglie

Il recente intervento di politica monetaria della Banca Centrale Europea ha portato il costo del denaro dal 2,25% al 2,50%, segnando un rialzo di 0,25 punti percentuali. Questa nuova stretta rischia di far salire i tassi d'interesse applicati dalle banche e di rendere sensibilmente più onerosi i finanziamenti, interrompendo la fase di progressiva riduzione del costo del credito che aveva caratterizzato i mesi precedenti. L'aumento dei tassi incide direttamente sulla sostenibilità economica dei bilanci familiari. Se il tasso medio sui finanziamenti dovesse salire dal 3% al 4,50%, l'impatto sul portafoglio delle famiglie per l'accensione di un nuovo mutuo da 150.000 euro si tradurrebbe in un incremento della rata mensile compreso tra i 106,16 euro e i 127,62 euro, a seconda dell'orizzonte temporale fissato nel piano di ammortamento.

Simulazione degli aumenti sulle rate dei mutui