La decisione della Banca centrale europea di alzare i tassi di interesse di 0,25 punti, che porta il costo del denaro dal 2,25% al 2,50%, rischia di rendere più costosi mutui e finanziamenti.
A lanciare l’allarme è la Fabi (Federazione autonoma bancari italiani).
Secondo le stime, prendendo come riferimento il passaggio da un tasso del 3,00% al 4,50%, per un nuovo mutuo da 150.000 euro ci sarebbe un aumento della rata di 106,16 euro al mese su dieci anni, 111,62 su 15 anni e per i mutui trentennali si sfiorerebbe un aumento di 130 euro (127,62 euro).
Una stangata annuale che supera i 1.200 euro per i decennali e i 1.500 per quelli trentennali. L’effetto cresce all’aumentare dell’importo finanziato.
Su un mutuo da 200.000 euro, la differenza mensile varia da 141,55 euro su 10 anni a 170,16 euro su 30 anni.












