Legge elettorale. 11 settembre 2026 alle 00:21
Una sbandata per poi ricompattarsi in Senato. La maggioranza procede sulla legge elettorale, ma continua a navigare a vista.
Il centrodestra respinge gli emendamenti delle opposizioni sulle preferenze pure e vota il suo emendamento unitario in materia, che prevede anche i capolista bloccati. Sui social la premier Giorgia Meloni rivendica: «Le preferenze tornano su proposta di FdI, la sinistra non è credibile». Ma è l’epilogo dell’ennesima giornata vissuta pericolosamente.
Rientrano le tensioni e non va a segno la trappola delle opposizioni, ma i prossimi scogli già si intravedono. Uno è quello delle quote di genere: l’emendamento approvato dalla maggioranza fa saltare le quote previste per i capolista nel Rosatellum. Altra questione è quella inserita nella norma per cancellare la “anti-cespugli”, che prevede un deciso aumento delle firme per chi entra per la prima in volta in Parlamento. Il nodo più grosso è superato, ma non senza fibrillazioni.
In mattinata in Transatlantico si confermava la notizia che FdI stava valutando gli emendamenti di opposizione sulle preferenze. Vannacci dai social lanciava la sfida: «Siano coerenti, le votino». Ma dalle parti di FI e della Lega si rispondeva con un fermo no: o si va sull’emendamento su cui c’è un accordo o salta tutta la legge. Viene convocata una riunione di maggioranza con la ministra Casellati, i capigruppo del centrodestra e gli sherpa, il governo si rimette all’Aula.














