Esprimere fino a tre preferenze Dopo il voto che ha fatto tremare il governo, in aula di Palazzo Madama è passato - con 97 voti a favore, 67 contro e due astenuti - l'emendamento unitario della maggioranza che introduce nella riforma della legge elettorale il meccanismo delle preferenze con capolista bloccati. Respinte tutte le proposte di modifica di opposizione tranne una tecnica di drafting approvata all'unanimità. Il testo prevede la possibilità di esprimere fino a tre preferenze con alternanza di genere, pena l'annullamento della seconda e della terza preferenza nell'ordine di lista. L'elettore troverà quindi sulla scheda una lista di sette nomi: sotto al capolista bloccato (graficamente staccato dagli altri) ci saranno sei nomi accanto ai quali si può mettere la propria crocetta per esprimere fino a tre scelte con alternanza di genere. Non è prevista, come invece accade nel Rosatellum, per i capilista una quota di genere 60 a 40. Al momento della proclamazione del voto, tutti i senatori del partito di Giorgia Meloni, guidati da Lucio Malan, hanno alzato nei loro banchi fogli bianchi con su scritto "Con noi le preferenze", "Con loro zero preferenze". Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha richiamato i parlamentari FdI chiedendo di abbassare i cartelli. Alcuni senatori di opposizione hanno commentato: "Che tristezza, esultano per preferenze fasulle".
Legge elettorale, la maggioranza si ricompatta sulle preferenze: in Senato bocciato l'emendamento del Pd | Passa quello sui capolista bloccati | Le opposizioni in Aula: "Vergogna"
Via libera invece all'emendamento unitario della maggioranza che prevede capilista bloccati e la possibilità di esprimere fino a tre preferenze con alternanza di genere sui sei nomi prestampati













