L'Aula della Camera ha respinto, a voto segreto, con 188 no contro 187 sì, l'emendamento della maggioranza per le preferenze nella proposta di legge per la riforma elettorale. Il tutto dopo che Governo e Commissione avevano espresso parere favorevole alla proposta di modifica.

La proposta di modifica respinta era stata presentata ieri da Fratelli d’Italia, Nm e Udc e, nel corso della giornata di oggi, Lega e Forza Italia avevano annunciato di aderire all'emendamento. Anche Futuro Nazionale aveva annunciato il proprio sì.

L'emendamento puntava a introdurre la possibilità di preferenza (in alternanza di genere), in una scheda elettorale con 7 nomi e capolista “bloccato”.

Una trentina i franchi tiratori che hanno “tradito” la maggioranza. L’opposizione, dopo il voto a Montecitorio, attacca: «Giorgia Meloni è sfiduciata, si torni al voto». Ma la premier commenta sui social: «Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude». Aggiungendo: «Serve una riflessione». Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro degli Esteri Antonio Tajani, numero uno di Forza Italia: «È stato un incidente di percorso, non sarebbe dovuto accadere, bisognerà riflettere. Non era un tema fondamentale, non era la fiducia al governo. Si va avanti».