La maggioranza incassa una battuta d’arresto alla Camera sulla riforma della legge elettorale. L’emendamento che puntava a introdurre un sistema misto con capilista bloccati e preferenze è stato bocciato per un solo voto: 187 deputati hanno votato a favore, 188 contro. La votazione si è svolta a scrutinio segreto, su richiesta delle opposizioni, e ha visto la bocciatura della proposta firmata da esponenti di Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc.Sul testo avevano espresso parere favorevole sia i relatori di maggioranza sia il governo. Anche Lega e Forza Italia avevano annunciato il proprio sostegno all’emendamento, pur non risultando tra i firmatari. A favore della proposta si erano schierati anche i deputati di Futuro Nazionale, mentre le opposizioni avevano già annunciato il voto contrario, criticando duramente l’impianto della riforma e definendo l’emendamento un tentativo di introdurre solo apparentemente il meccanismo delle preferenze.Le reazioni dell'opposizione
Il risultato del voto ha immediatamente aperto un caso politico all’interno della maggioranza, con le opposizioni che hanno parlato di una sconfitta per il governo e di una frattura emersa in Parlamento. Tra i primi a intervenire è stato il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che in Aula ha attaccato duramente la premier Giorgia Meloni e il centrodestra. «Dopo quattro anni e zero riforme questo governo si presenta con un accrocchio di legge elettorale che è una vergogna solo pensarla», ha dichiarato Conte, definendo l’emendamento sulle preferenze un «tentativo mistificatorio» e accusando Fratelli d’Italia e la presidente del Consiglio di aver proposto un intervento «finto» sulle preferenze.Conte ha poi rilanciato lo scontro politico dopo l’esito del voto: «Meloni ha inteso sfidare questo Parlamento dicendo che bisognava metterci la faccia. Lo avete fatto, ci avete messa la faccia e avete sfiduciato la presidente del Consiglio». Il leader pentastellato ha quindi chiesto un passo indietro dell’esecutivo: «Ora aprite una crisi di governo, andate a casa perché tocca a noi». Secondo Conte, la maggioranza avrebbe dovuto «assumersi la responsabilità delle proprie decisioni» dopo aver tentato di modificare le regole del gioco elettorale. Il voto segreto alla Camera diventa così un passaggio delicato nel percorso della riforma elettorale del centrodestra, con il governo chiamato ora a gestire le conseguenze politiche di una bocciatura arrivata sul filo di un solo voto.«E' mancato il voto di Meloni. La presidente del Consiglio ha sfidato il Parlamento e ha perso. Ora vada al Colle» dice Angelo Bonelli dopo la bocciatura, per un solo voto, dell’emendamento sulle preferenze presentato dalla destra sulla legge elettorale. «Vada dal presidente della Repubblica, siamo pronti a governare». «Questa legge elettorale mi pare finita, ma è del tutto evidente che questo voto dice ben oltre la legge elettorale. Quando una parte decisiva della tua maggioranza viene meno, forse devi trarne qualche conclusione» ha detto il co-leader Di Avs, Nicola Fratoianni, fuori dall’Aula della Camera dopo il voto sull'emendamento di FdI sulle preferenze. «È un punto su cui Giorgia Meloni aveva sostanzialmente messo la fiducia poche ore fa con un post. Il voto segreto è un nostro diritto e viva Dio che l’abbiamo esercitato», ha evidenziato. "Erano loro che avevano tutti i numeri, come si è dimostrato in tutti gli altri voti segreti, dai 60 agli 80 voti di scarto, come è sulla carta. Hanno perso clamorosamente», ha aggiunto.«Questo è stato un voto contro l’arroganza di chi pensa che in un paese a crescita zero, con salari più bassi d’Europa, con le liste d’attesa più lunghe, con i costi dell’energia più alti, la priorità fosse la legge elettorale» ha detto in Aula Elly Schlein dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze presentato dalla maggioranza. «Hanno fallito ed è il momento di andare a casa», ha aggiunto Schlein che, rivolgendosi ai banchi del centrodestra aggiunge: «Prendete atto del vostro fallimento e andate a casa».«Abbiamo visto le opposizioni unite. A differenza di quanto hanno detto loro, che si sono trovati divisi appena sono andati al voto segreto» ha continuato la segretaria del Pd. «Abbiamo fatto questa battaglia compatti e non avremmo nemmeno immaginato che così presto sarebbero venuti giù», ha aggiunto la leader dem, esprimendo l’intenzione di «andare avanti» con gli alleati del campo largo. «Non c'è nessun programma migliore che attuare fino in fondo la nostra Costituzione», ha sottolineato.«Siamo da sempre a favore delle preferenze. E riteniamo una vergogna che a scrutinio segreto i parlamentari della destra abbiano bocciato un emendamento che migliorava la pessima legge elettorale. A questo punto però il dato di fatto è semplice: la maggioranza non c'è più. Meloni vada al Quirinale subito e si dimetta. Non ha la fiducia del popolo e oggi ha perso anche quella del palazzo. Noi prendiamo un impegno: nessun inciucio, nessun governo tecnico. Si vada subito al voto: restituiamo la parola ai cittadini, con questa legge elettorale. Si voti a settembre, come già si è fatto quattro anni fa, e vediamo chi ha paura davvero del giudizio degli italiani» ha scritto sui social il leader di Iv, Matteo Renzi.I leader del campo largo - Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni - insieme a Riccardo Magi di Più Europa e Davide Faraone di Iv sono davanti a Montecitorio nel sit-in organizzato contro la legge elettorale. Tutti hanno chiesto che la premier Giorgia Meloni riferisca al presidente Mattarella e si apra una crisi di governo dopo che è stato bocciato l’emendamento sulle preferenze. Attorno a loro bandiere di Rifondazione comunista e cartelli con l’immagine di Meloni come una carta da gioco e sotto la scritta NO Melonellum.Con 84 voti di differenza la maggioranza ha respinto la richiesta delle opposizioni di sospensione dei lavori sulla legge elettorale. La maggioranza chiede anche la seduta notturna fino a mezzanotte.










